IL COGNITIVISMO

IL COGNITIVISMO:LA MENTE COME UN PC:

sviluppatosi negli anni Cinquanta, si concentra sullo studio dei processi mentali interni, come l'acquisizione, l'organizzazione e il ricordo delle informazioni, invece di limitarsi al comportamento
osservabile come nel comportamentismo. La mente viene vista come un "computer" che elabora dati. Il cognitivismo integra contributi dalla psicologia, linguistica, neuroscienze e filosofia, con una grande influenza delle teorie linguistiche di Noam Chomsky, che ipotizzò l'esistenza di strutture cognitive innate, utili per il linguaggio e altri processi mentali.


ELABORAZIONE DELLE  INFORMAZIONI:

studia i processi mentali come l'elaborazione delle informazioni, considerandoli simili al funzionamento di un computer. Tra stimolo e risposta, c'è un processo mentale intermedio che elabora l'informazione. I cognitivisti misurano anche il tempo di reazione per capire la complessità dei processi cognitivi in atto. Il comportamento è visto come una serie di azioni guidate dalla mente per risolvere problemi, con aggiustamenti basati sul feedback per ottimizzare le soluzioni.

DAL COGNITIVISMO ALLA SCIENZA COGNITIVA:

Nel 1967, Ulric Neisser definì il cognitivismo come lo studio dei processi mentali attraverso modelli che spiegano come la mente elabora informazioni. Tuttavia, criticò il cognitivismo per la sua abbondanza di teorie poco pratiche. Negli anni '80, Howard Gardner propose la "scienza cognitiva", un
approccio interdisciplinare che esplora come la mente conosce e organizza le informazioni. Oggi, la psicologia cognitiva si è estesa a campi come le neuroscienze, utilizzando tecnologie avanzate per studiare le funzioni cerebrali.




LA PSICOANALISI:

Sigmund Freud, con la pubblicazione di L'interpretazione dei sogni nel 1900, fondò la psicoanalisi, teorizzando che i sogni rivelano desideri inconsci, spesso legati alla sessualità infantile. Freud introdusse il concetto di inconscio, influenzando la psicologia, la cultura e l'arte. Sebbene suscitasse critiche, soprattutto da Carl Jung, che si distaccò per divergenze sulla sessualità, la psicoanalisi divenne un punto di riferimento. Dopo la persecuzione nazista, Freud fu salvato grazie a Marie Bonaparte e morì nel 1939, ma la sua teoria continuò a diffondersi.

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