LA CURVA A CAMPANA E LA SCALA WAIS IV

 LA CURVA A CAMPANA

Dal 1939 vennero superati i concetti dell'età mentale e dell'età cronologica proprio quando David Wechsler fece un nuovo test d'intelligenza dove però i punteggi non venivano più dal calcolo dell'età mentale, ma solo dal confronto con la media dei risultati ottenuti dai soggetti della stessa età. Il quoziente d'intelligenza indicava quindi un INDICE RELATIVO dell'intelligenza di una persona in rapporto alla media. 

Questo quoziente è noto come QUOZIENTE A DEVIAZIONE: 

Le prove nel test erano divise in prove:

  1. VERBALI: questionari di cultura generale, comprensione del significato di alcune parole e la capacità di comprendere un testo.
  2. NON VERBALI: domande di completamento, riordinamento, individuazione di dettagli visivi e collocazione di figure.

Queste prove non verbali davano la possibilità di superare parzialmente il legame che c'è tra intelligenza e formazione scolastica. Per questo motivo in realtà il risultano nelle prove verbali dipende dal livello di studi di una persona mentre invece le prove non verbali riguardano le prestazioni, non collegate con il contesto sociale a cui si appartiene. 
Nel test di Wechsler i punteggi sono dati da una distribuzione a forma di campana con media 100. Dal punto di vista pratico questa cosa ha dato delle differenze rispetto alla scala di Binet, questo soprattutto nei punteggi più alti infatti con la scala di Wechsler è impossibile raggiungere un punteggio superiore a quello di 200. 
Nell'immagine qui riportata possiamo notare come la maggior parte della popolazione si colloca intorno alla media e il numero delle persone che sono al di sopra è simile a quello delle persone che stanno al di sotto. Quindi  la distribuzione dell'intelligenza sembra simmetrica con questo inoltre possiamo affermare che che circa il 68% dei soggetti ha un punteggio che va dal 85 ai 115 e che questo rientra nella media. 




LA SCALA WAIS IV
Tutte le indagini non ci danno risultati molto chiari. Se il Q.I. può essere un perditore dei risultati scolastici non significa che esso è anche in grado di prevedere il successo ed efficacia nella vita perché tutte le abilità che sono misurate non si riducono a quelle misurate nei test.



Nel 2008 è stata fatta una revisione della scala chiamata WAIS IV, essa è ormai usata praticamente ovunque. In essa è stata superata anche la divisione fra prove verbali e non verbali proprio per arrivare a ottenere un quoziente di intelligenza totale (Q.I.T) tutto questo attraverso quattro diverse competenze:

  1.  la comprensione verbale, cioè la capacità di utilizzare il linguaggio e formulare concetti verbali. 
  2. il ragionamento visuo-percettivo, cioè la valutazione delle capacità di ragionamento non verbale  e di risoluzione di un problema, misurata tramite ricostruzioni di immagini con i cubi e i puzzle.
  3. la memoria di lavoro, l'abilità di immagazzinare nuove informazioni e rielaborarle, essa è messa alla prova con il ragionamento aritmetico, la memorizzazione e il riordinamento di cifre. 
  4. la velocità di elaborazione, la capacità di rispondere alle richieste tramite la focalizzazione dell'attenzione con prove di cancellazione e ricerca di simboli.


Questa evoluzione del test si basa sul passaggio della concezione d'intelligenza  come unico fattore a una concezione multifattoriale che ci permette di descrivere l'intelligenza come la somma di diverse abilità.
Gli strumenti per misurare l'intelligenza sono diventati sempre più raffinati e sempre più capaci di misurare alcune competenze anche se l'intelligenza non comprende solo competenze misurabili.













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